Il treno che inventò il Blues

Il blues non è un genere musicale. Il blues è il blues. O lo senti o non lo senti. Quando lo ascolti, però, lo senti. Sempre.

Oggi se ne parla come “Il padre della musica moderna”, come quel genere che dà il via alla rivoluzione nera. Papà del rock, nonno di qualsiasi genere odierno, il blues non ha però radici tanto limpide. Sappiamo all’incirca quando e dove si è sviluppato, ma non abbiamo idea di chi e come lo abbia inventato…

Certo, il ragionamento si può estendere a tutti gli altri generi, direte voi. Ma non trovate assurdo che, effettivamente, una prima bozza di blues – sia essa il battere un chiodo o una composizione amatoriale – deve esserci stata? Da cosa nasce cosa, questo si sa, ma chi, quando e come è “cosa”. Da qualche parte, per forza, qualcuno avrà sentito, pensato o semplicemente suonato qualcosa che accese la scintilla del blues. E blues fu.

Io ho una teoria… Un po’ scopiazzata qua e là, creata su fragili sfoglie di idee campate tra articoli, libri e *rullo di tamburi* Quora. Del resto non vi aspetterete mica che io possa dirvi QUANDO e COME abbia formulato questo pensiero.

Il treno ha tante carrozze. Ognuna di queste aveva (o ha) due coppie di ruote che passando sulle ferrovie, se ci pensate bene, creano lo swing. Ta-tan Ta-Tan Ta-Tan Ta-Tan. Come sono portati gli ottavi nel blues? Non serve neanche dirlo.

Ora, aprite questo video, chiudete gli occhi e ditemi che il primo fischio non è un’armonica blues, un po’ solitaria, quelle che partono protagoniste nel silenzio ma, irresistibili, vengono raggiunte presto da chitarre, tastiere e da voci non graffiate, ma lacerate.

Il treno non è solo un simbolo o un’allegoria, ma una musa. La musica si dà agli umani, che non la possono inventare. E’ uno spirito che si dà ai più aperti, agli artisti che la lasciano fluire in sé e, quando particolarmente gentili, ce ne rendono partecipi. Noi siamo un televisione che trasmette programmi ideati altrove, proprio come il treno. Tra Lightnin’ Hopkins e una buona radio non vi è alcuna differenza, se non che Hopkins, in questo caso, sta un passo prima nella catena di trasformazione della musica. Il ritmo è ovunque, così come le note, le timbriche, gli effetti. Lightnin’ è sì davanti alla radio, ma dopo al treno.

E mi chiedo, a questo punto, quale fu il treno che inventò il blues.